← Home
CEZ · Anteprima internazionale

Dargov-Dubiny 2026: la CEZ riparte su mille metri senza respiro

18–20 settembre 2026 · Dargov-Dubiny, Slovacchia

Dopo la pausa seguita a Poříčí, la Central European Zone arriva nella Slovacchia orientale con sei classi, tre manche di qualificazione e una domenica costruita per selezione. Dargov non ha ancora un risultato da raccontare: ha però un regolamento pubblico, un programma dettagliato e classifiche abbastanza strette da rendere pesante ogni passaggio.
Tracciato1.000 m · dislivello 30 m
Classi CEZTA, TA1600, SB, B1600, JB, XC
Finali previstedomenica 20 settembre

Un’anteprima con un confine chiaro

Al 3 settembre l’evento di Dargov-Dubiny è futuro. Questo cambia il modo di scriverne. Il portale della Slovenská asociácia motoristického športu mostrava sessanta registrazioni ricevute e una chiusura fissata al 9 settembre, ma una registrazione online non equivale a una presenza verificata. Prima vengono l’accettazione dell’organizzatore, le verifiche amministrative e tecniche; soltanto dopo si può parlare di ammessi e, ancora più tardi, di partenti. Perciò qui non trasformiamo quei sessanta moduli in una griglia e non attribuiamo partecipazioni a piloti soltanto perché guidano una classifica.

I dati certi arrivano dalla scheda CEZ, dalla pagina SAMŠ e dal regolamento particolare in inglese pubblicato per il 2026. Confermano le date dal 18 al 20 settembre, le classi ammesse, le caratteristiche dichiarate della pista e la sequenza sportiva. Le considerazioni su assetto, gestione e pressione di classifica sono invece analisi di Autocross Italia. La distinzione rimarrà valida anche durante il weekend: programma previsto non significa attività effettivamente completata, e risultato provvisorio non significa classifica definitiva.

Dargov-Dubiny: mille metri, sedici alla partenza, trenta al massimo

Il regolamento indica una lunghezza di 1.000 metri e un dislivello di 30. La larghezza è di 16 metri sulla linea di partenza, arriva a un massimo di 30 e scende a un minimo di 12. Non sono misure decorative. Sedici metri consentono uno schieramento largo; la successiva variazione di sezione impone invece di decidere presto dove collocare il mezzo rispetto agli avversari. Trenta metri possono offrire più di una linea apparente, ma una superficie larga non garantisce che tutte le traiettorie abbiano lo stesso grip.

La pista si trova nell’area di Dargov, lungo il collegamento E50 provenendo da Košice e prima di Sečovce secondo le indicazioni organizzative. Il contesto è quello della Slovacchia orientale, non una parentesi esotica del calendario: Dargov è l’ottavo appuntamento CEZ elencato nel 2026, dopo Poříčí e prima della chiusura ungherese di Dömsöd. Il suo metro di giudizio sarà la capacità di convertire la preparazione estiva in una sequenza pulita di prove, manche e finali.

Il venerdì serve a togliere incognite, non a creare risultati

Il paddock è previsto aperto già mercoledì 16 settembre dalle 12 alle 21 e giovedì dalle 8 alle 22. Venerdì 18 segreteria e paddock riprendono dalle 8; le verifiche amministrative sono programmate dalle 14 alle 20, quelle tecniche dalle 14:15 alle 20:15, con briefing dei piloti alle 21. Questa scansione racconta quanto il lavoro cominci prima del primo tempo cronometrato. Documenti, conformità del mezzo e organizzazione del box devono essere risolti mentre non c’è ancora una classifica dietro cui nascondere un ritardo.

È facile descrivere il venerdì come attesa, ma per una squadra è la finestra in cui evitare che un problema logistico diventi sportivo. Non sappiamo quali interventi svolgeranno i singoli concorrenti e non li supponiamo. Sappiamo che il regolamento fissa orari, prescrive verifiche e demanda le comunicazioni operative all’albo digitale indicato dall’organizzatore. Per chi segue da fuori, la regola è semplice: un elenco visto prima delle verifiche resta preliminare; una modifica comunicata sull’albo ufficiale prevale su qualunque anteprima.

Sabato: due prove cronometrate e la prima manche

Le prove cronometrate sono programmate sabato 19 settembre in due blocchi, dalle 8 alle 10:45 e dalle 11:15 alle 13:30. Il regolamento prevede un massimo di otto vetture per sessione e quattro giri. Ogni pilota deve prendere parte ad almeno una prova. La prima manche di qualificazione è poi indicata dalle 14:15 alle 15:45. Il programma potrà essere adattato con comunicazioni ufficiali, ma questa è la struttura pubblicata.

Quattro giri non offrono una quantità infinita di tentativi. L’analisi tecnica è che il pilota deve distinguere rapidamente il giro in cui porta in temperatura il mezzo da quello in cui cerca un riferimento, mentre la squadra deve leggere un fondo condiviso con molte classi. Non affermiamo che una traiettoria precisa sarà più veloce: dipenderà dallo stato reale della superficie. Il dato regolamentare più importante è l’obbligo di partecipazione a una sessione; il dato sportivo arriverà soltanto dal cronometraggio Chronomoto.

Tre manche per guadagnarsi la domenica vera

Dopo la prima batteria del sabato, la seconda manche è prevista domenica dalle 8 alle 9:15 e la terza dalle 9:45 alle 11:45. Ogni manche si corre sulla distanza di cinque giri. Per essere classificato e accedere al percorso verso semifinali o finali, il regolamento richiede di avere preso il via in almeno due manche e di avere completato almeno una gara. Non basta quindi un tempo brillante nelle prove né una singola batteria perfetta.

Questo formato premia un equilibrio preciso. Attaccare in ogni fase può produrre una posizione favorevole, ma espone il mezzo e il pilota; conservare troppo può lasciare nel traffico e rendere più difficile il turno successivo. È analisi generale del formato, non una previsione sul comportamento di qualcuno. Il fatto verificabile è che la selezione usa più passaggi e obbliga alla continuità. A Dargov, dove il dislivello modifica carichi e trazione, portare a termine almeno una manche non è una formalità burocratica: è la soglia minima perché la prestazione diventi qualificazione.

Semifinali da sei giri, finali da sette

La presentazione dei piloti è prevista alle 13:15 di domenica; semifinali e finali dovrebbero cominciare alle 14:30. Le semifinali hanno una distanza di sei giri, le finali di sette. Sul tracciato dichiarato di mille metri significa gare rispettivamente da circa sei e sette chilometri, esclusi eventuali adattamenti previsti dai direttori di gara. La premiazione seguirà l’ultima finale. Anche qui, l’orario è un programma e dovrà essere confermato dall’andamento effettivo del weekend.

L’aumento della distanza modifica il problema. Cinque giri di manche possono essere affrontati con una logica di qualifica; sette giri finali richiedono che pneumatici, temperature, trasmissione e concentrazione restino dentro una finestra utile più a lungo. Non possediamo dati sulle mescole o sulle rapportature dei concorrenti e non le attribuiamo. Possiamo però osservare che due giri in più, su una pista con 30 metri di variazione altimetrica, moltiplicano le sollecitazioni e ampliano il tempo in cui un errore piccolo può diventare perdita di posizione.

Sei classi, sei campionati dentro lo stesso evento

Le classi CEZ indicate sono Touring Autocross, Touring Autocross 1600, SuperBuggy, Buggy1600, JuniorBuggy e Cross Car. Condivideranno programma e terreno, non necessariamente gli stessi problemi. Le vetture turismo portano massa, carrozzeria e dinamiche diverse dai buggy; i Cross Car aggiungono un’altra scala di ingombro e reattività. Raccontare Dargov come un’unica gara farebbe perdere ciò che conta: ogni classe costruisce batterie, punti e pressione propria.

Il regolamento fissa inoltre un limite sonoro di 100 dB. È un dato tecnico verificato e un requisito, non una nota accessoria. Il rispetto delle prescrizioni passa dalle verifiche e dai controlli previsti. Non sappiamo quali mezzi possano incontrare difficoltà né sarebbe corretto suggerirlo. Per tutti, l’obiettivo preliminare è arrivare alla prima prova con una vettura conforme; soltanto dopo entrano in gioco tempo e confronto.

SuperBuggy: Kociper arriva leader, Nikodém porta il peso della vittoria

Dopo Poříčí la classifica CEZ SuperBuggy è guidata da Robert Kociper con 129 punti. Petr Nikodém ne ha 98, Dušan Jankovich 78; Jan Vontszemü e Jakub Kubíček sono a 69. Kociper dispone quindi di 31 punti su Nikodém. Il riferimento recente di Nikodém è forte: ha vinto la finale assoluta di Poříčí e poi il round FIA di Přerov. Questo non conferma la sua partecipazione a Dargov e non garantisce che il contesto produca lo stesso risultato.

Se entrambi saranno ammessi e al via, il confronto avrà una geometria chiara: Nikodém deve recuperare, Kociper può difendere il vantaggio soltanto continuando a raccogliere. La parola “difendere” non significa guidare piano; in un formato a manche, scendere troppo nell’ordine può peggiorare il percorso verso la finale. È la nostra lettura della classifica. Il dato resta 129 contro 98, pubblicato dalla CEZ dopo il settimo appuntamento.

Buggy1600 e Touring 1600: cinque e sette punti

La Buggy1600 offre la distanza più corta fra i primi due insieme alle classi turismo più combattute: Marco Gerhartl ha 149 punti, Martin Fodor 144, Pál Zsolt Varga 95. Cinque punti significano che il risultato di Dargov può cambiare immediatamente il vertice. In Touring Autocross 1600, Žiga Kraševc guida con 113 punti davanti a Miroslav Vallo con 106 e Karel Fölkl con 77. Qui il margine è di sette; Fölkl arriva dal successo nella finale complessiva di Poříčí indicata dal documento ceco.

Il confronto fra due classi serve soltanto a mostrare la pressione aritmetica, non a paragonarne le prestazioni. Gerhartl e Fodor hanno lasciato Poříčí separati da cinque punti pur avendo chiuso quarto e sesto nella finale assoluta Buggy1600. Kraševc e Vallo sono arrivati terzo e quarto nella Touring Autocross 1600. Dargov potrà ribaltare le rispettive graduatorie, ma solo se i protagonisti saranno effettivamente presenti e se i punti assegnati lo permetteranno. Fino ad allora, è uno scenario condizionale.

Cross Car e Touring Autocross: margini ancora vulnerabili

Nei Cross Car Máté Csuti conduce con 142 punti, Tomi Bárati segue a 122 e Kristóf Csuti a 102. Venti punti separano i primi due. Nel Touring Autocross Ján Šebo è leader con 148, Branislav Adamík secondo a 131 e Jiří Bret terzo a 90: il margine è di diciassette. In entrambe le classi il capo della generale ha un cuscinetto, ma non abbastanza da rendere ininfluente una tappa.

Dargov aggiunge un fattore logistico utile alla CEZ: sposta il confronto in Slovacchia prima della finale ungherese. Le regole generali della zona prevedono inoltre, per la classificazione conclusiva, la partecipazione ad almeno un evento sotto l’autorità sportiva di un altro Paese rispetto alla licenza del concorrente. È un elemento che rende la mobilità parte della stagione. Non deduciamo l’idoneità dei singoli piloti senza esaminare tutto il loro percorso; segnaliamo perché un evento internazionale della zona non è soltanto una gara in più.

JuniorBuggy: Macoška ha un margine largo, ma non un risultato anticipato

Alex Macoška guida la JuniorBuggy con 161 punti. Eliška Plná è seconda a 92, Ondřej Pospíšil terzo a 82, Vojtěch Luňák quarto a 78. Il vantaggio del leader è di 69 punti. A Poříčí, tuttavia, Plná e Pospíšil hanno chiuso rispettivamente seconda e terzo nella finale complessiva, mentre Macoška era ottavo. Il precedente recente dice che gli inseguitori possono precederlo in una singola gara; la generale dice che devono recuperare un distacco importante.

Non useremo la categoria giovanile per costruire pressioni artificiali. Il valore della gara nasce dal formato e dalla classifica, non da giudizi personali sui piloti. Dargov richiede la stessa sequenza di prove, manche e fasi finali; il vantaggio di Macoška gli offre una posizione matematica favorevole, non immunità da un problema. Plná, Pospíšil e Luňák hanno distanze ravvicinate fra loro e possono contendersi il secondo posto. Sono condizioni misurabili; ogni previsione oltre questi confini sarebbe narrativa non verificata.

Come seguire il weekend senza scambiare provvisorio e definitivo

Il riferimento per documenti e aggiornamenti è la scheda CEZ dell’evento, collegata alla pagina SAMŠ. Il cronometraggio indicato è Chronomoto. L’organizzatore prevede inoltre un albo digitale per le comunicazioni. Durante una gara, l’ordine visto a schermo può precedere controlli, decisioni e scadenze per i reclami: per questo Autocross Italia distinguerà sempre il passaggio live dalla classifica firmata. Un risultato diventa base editoriale quando è pubblicato nella sua forma ufficiale e quando eventuali decisioni sono state recepite.

Lo stesso metodo vale per le condizioni della pista. Foto e video potranno mostrare polvere, fango o solchi, ma non autorizzeranno a inventare regolazioni. Le dichiarazioni saranno riportate soltanto se pubbliche e attribuibili. L’anteprima termina dove comincia l’incertezza: sappiamo come dovrebbe essere costruito il fine settimana, non sappiamo chi supererà ogni fase. È proprio questa differenza a rendere interessante Dargov senza bisogno di anticipare il risultato.

Dopo Dargov resta Dömsöd, ma i conti non sono ancora finali

Il calendario CEZ colloca Dömsöd dal 2 al 4 ottobre come appuntamento successivo. Le norme generali indicano che tutti i risultati contano e che le classifiche pubblicate durante l’anno sono da considerare non definitive fino alla formalizzazione conclusiva prevista dalla serie. Anche il requisito di partecipazione fuori dal proprio ASN può incidere sull’eleggibilità finale. Perciò sommare i punti visibili non basta sempre ad assegnare un titolo.

Dargov è dunque il penultimo passaggio cronologico del calendario pubblicato, ma può avere un valore diverso per ciascun concorrente. Per chi guida di cinque punti è una gara quasi senza rete; per chi ne ha 69 può essere una possibilità di consolidare; per chi deve ancora soddisfare requisiti sportivi può rappresentare molto altro. I documenti, non le ipotesi, diranno chi rientra in ciascun caso.

Stato delle informazioni, 3 settembre 2026. Le date, le misure del tracciato, il formato e gli orari derivano dal regolamento particolare pubblicato. Il portale iscrizioni mostrava sessanta registrazioni ricevute, ma l’articolo non le presenta come elenco degli ammessi o dei partenti. I punteggi sono quelli CEZ dopo Poříčí; ogni riferimento alla presenza dei leader a Dargov resta condizionale fino ai documenti ufficiali.