Maggiora 2026: l'Europa torna sulla terra
11–13 settembre 2026 · Maggiora Offroad Arena · 9° round
La settimana in cui il Pragiarolo torna al centro
Ci sono gare che si annunciano con un manifesto, un orario e una lista di iscritti. E poi ci sono i fine settimana che cominciano molto prima del verde, quando un paese prepara le strade, il paddock prende forma e chi conosce la pista ripassa con gli occhi le sue misure. Maggiora appartiene alla seconda famiglia. Dall'11 al 13 settembre la Offroad Arena ospita la nona prova 2026 del FIA European Autocross and Cross Car Championship; per l'Italia è l'unico appuntamento della stagione. Non è un dettaglio turistico: è la rara occasione di vedere in casa il passo, le partenze e le soluzioni tecniche del campionato continentale, senza separare la gara dalla sua gente.
Il venerdì precede la pista con la Notte Bianca: musica, spettacoli, stand gastronomici e la sfilata delle vetture per le vie del paese. Il comunicato ACI Sport la presenta come l'apertura del weekend; per chi ha frequentato l'autocross di Maggiora, è anche un gesto riconoscibile. Le macchine escono dal recinto, la disciplina si mostra senza casco e senza polvere, e il pubblico può dare un volto ai numeri che vedrà il giorno dopo nei tabelloni. Sabato e domenica, invece, il linguaggio torna quello delle batterie, delle semifinali e della finale: corse brevi, griglie affollate e il margine di una curva che può cambiare la giornata.
Il calendario dice che dopo Maggiora resteranno Saint-Igny-de-Vers in Francia, Mollerussa in Spagna e Foz Côa in Portogallo. La FIA assegna nel 2026 dieci risultati validi, con lo scarto del peggior punteggio ripartito tra prima e seconda metà dell'annata. Significa che i punti pubblicati non sono una semplice somma di piazzamenti: spiegano anche perché un buon risultato italiano può pesare più di quanto sembri e perché una giornata storta, a settembre, non è ancora una sentenza ma non è più una distrazione gratuita. I dati riportati qui sono le classifiche FIA disponibili dopo il round di Přerov del 22–23 agosto; le presenze a Maggiora saranno certe soltanto con l'elenco ufficiale degli iscritti.
SuperBuggy: Nikodém davanti, ma la corsa non è chiusa
La fotografia più immediata del campionato è quella della SuperBuggy. Petr Nikodém guida con 231 punti, Robert Theuil è secondo a 197, Markus Wibbeler terzo a 173 e Mike Bartelen quarto a 171. Il vantaggio del pilota ceco è reale, non un'illusione costruita su una gara soltanto: nella tabella FIA il suo percorso comprende quattro vittorie prima di Maggiora, compresa quella di Přerov. La cronaca locale della Rokle parla dell'ottavo successo europeo di Nikodém su quella pista. Un dato così non serve per fare una leggenda a tavolino; serve a capire che il leader arriva in Italia dopo avere trasformato il proprio terreno di casa in un punto fermo della stagione.
Dietro di lui, però, non c'è un gruppo indistinto. Theuil ha tenuto il contatto con continuità e ha raccolto due secondi posti e una vittoria in Ungheria; Wibbeler e Bartelen sono separati da due punti, abbastanza per rendere ogni batteria un pezzo della loro sfida personale. Il pubblico di Maggiora dovrà guardare anche questo: non soltanto chi passa per primo sotto la bandiera, ma chi protegge una posizione quando il campionato chiede di non regalare punti al vicino diretto. In una formula fatta di qualifiche, semifinali e finale, la domenica non cancella il sabato: una batteria gestita male può costringere un pilota a una strada più scomoda molto prima dell'ultima gara.
Teun van Asten, sesto con 125 punti, resta un nome da tenere sul taccuino per il peso della sua stagione iniziale: aveva vinto a Seelow e poi a Mūsa, quando Nikodém lo precedeva di appena un punto nella generale. Il suo distacco attuale racconta quanto una stagione europea sia lunga e quanto rapidamente cambino gli equilibri tra circuiti, affidabilità e partenze. Non è corretto trasformare quella lettura in una previsione di iscrizione o di risultato per Maggiora; è corretto dire che la SuperBuggy porta in Piemonte una classifica con un leader solido e una fascia di inseguitori nella quale ogni risultato vale due volte, per sé e contro l'avversario.
In casa italiana le classifiche FIA registrano 17 punti per Alessandro Gallotta e 8 per Mattia Doriano Faccincani. È un richiamo utile, non una promessa: Maggiora può essere il luogo in cui il pubblico ritrova una rappresentanza azzurra nella categoria regina, ma la conferma resta affidata ai documenti d'iscrizione. L'autocross è pieno di annunci frettolosi; qui preferiamo la precisione al rumore.
Buggy1600, la classifica che arriva con tre capi fila
Se la SuperBuggy ha un riferimento chiaro, la Buggy1600 porta a Maggiora una questione molto più ravvicinata. Malone Feuillade è primo con 210 punti, Jakub Novotný segue a 195 e René Mandel a 190. Quindici punti separano il francese dal ceco, venti dal tedesco: non sono margini che autorizzano calcoli pigri. Feuillade ha trovato a Přerov una vittoria che gli ha restituito slancio; Novotný ha messo insieme risultati da protagonista, compresa la vittoria in Lituania e quella in Francia; Mandel ha aperto l'anno vincendo a Seelow e ha raccolto altri successi prima del passaggio a vuoto nella prova ceca più recente. La loro è la storia tecnica e sportiva più pronta per Maggiora.
È qui che un articolo di autocross deve fermarsi un momento sulla materia della gara. La Buggy1600 non è una SuperBuggy in miniatura: ha un ritmo, pesi e spazi di lotta propri. Per chi sarà al Pragiarolo vale la pena osservare le prime file, non per indovinare il vincitore dopo trenta metri ma per vedere chi sa pulire la propria traiettoria quando la terra cambia giro dopo giro. Feuillade arriva con il vantaggio del leader; Novotný con la necessità di tenere la pressione senza trasformarla in fretta; Mandel con abbastanza punti e velocità per rientrare subito nel discorso. Danny van den Berg, quarto a 173, non è così lontano da poter essere escluso dalla narrazione, e Nathan Ottink a 143 completa un gruppo che può mescolare le carte davanti.
La classifica non sostituisce la pista, ma evita un errore frequente: raccontare una tappa europea come una sfilata di nomi. Maggiora è il nono atto e la Buggy1600 vi arriva con tre piloti raccolti in venti punti. Questo è il fatto. L'aspettativa, dichiaratamente editoriale, è che qui si misuri chi abbia davvero la capacità di trasformare una bella finale in una sequenza di risultati affidabili fino all'Atlantico portoghese.
JuniorBuggy: un punto soltanto tra Hanák e Luňák
La cifra più netta dell'intero weekend è forse uno. Ladislav Hanák comanda la JuniorBuggy con 203 punti; Vojtěch Luňák ne ha 202. Eliška Plná è terza a 169. In una stagione lunga, una distanza del genere non permette retorica: chiede attenzione a tutto, dalle qualifiche alla semifinale. Hanák ha costruito il proprio bottino con vittorie a Seelow, Vilkyčiai e Kesselt, oltre a piazzamenti importanti; Luňák ha risposto con costanza, vincendo in Francia e in Ungheria e arrivando secondo nell'ultima gara ceca. Non occorre immaginare rivalità o frasi da paddock che non abbiamo raccolto: basta la tabella FIA per capire che ogni passaggio di Maggiora avrà il peso di una classifica intera.
Questa categoria parla anche del futuro della disciplina. Le vetture junior non sono una parentesi gentile tra le classi maggiori: sono il punto in cui si imparano gestione del traffico, partenza, tempi della scelta e capacità di non buttare via un fine settimana. Quando il margine è un punto, il pubblico può leggere la gara con una lente diversa. Non soltanto il sorpasso spettacolare, ma la decisione di non forzare una traiettoria sporca; non soltanto il tempo secco, ma la capacità di partire davanti nella manche che conta. È un insegnamento valido anche per chi viene a Maggiora per la prima volta e vuole capire perché l'autocross non si riduce al rumore dei motori.
Joep Cuenen e Conrad Theodor Bahlsen, entrambi a 149 punti, tengono viva anche la lotta per il quarto posto. È un dettaglio che fa la differenza in un articolo pensato per gli appassionati: una gara non esiste solo al comando. Una buona giornata può cambiare il modo in cui si guarda alla fase finale della stagione e può offrire, al pubblico italiano, la possibilità di seguire un confronto junior al suo massimo livello europeo senza trasformarlo in un contorno.
Cross Car: Méat, Piña Chinchilla e Mercier
Nel Cross Car la testa della generale ha un volto francese: David Méat è primo con 224 punti. Lo segue lo spagnolo Iván Piña Chinchilla a 197, quindi Vincent Mercier a 184 e Bob Schanen a 168. Méat ha vinto a Seelow, Mūsa, Vilkyčiai e Nyirád, poi ha continuato a raccogliere risultati da podio: un percorso che giustifica il margine. Piña Chinchilla non è però un inseguitore da raccontare al passato; ha conquistato vittorie in Belgio, Francia e nell'ultima prova di Přerov. Mercier è il pilota della continuità, quasi sempre nei piani alti, e questa continuità è la ragione per cui non va tolto dalla conversazione.
Il Cross Car ha ormai una sua identità nel programma FIA, accanto a SuperBuggy, Buggy1600 e JuniorBuggy. Le gare sono brevi e dense, con vetture leggere e una lettura della pista che sembra cambiare a ogni manche. La FIA spiega la struttura con qualifiche, due semifinali e una finale; a bordo pista questo si traduce in pochissimo tempo per recuperare un errore. A Maggiora chi vuole seguire la categoria senza perdersi dovrebbe guardare la progressione della giornata: chi parte bene, chi si ritrova intrappolato nel traffico, chi conserva la vettura per la fase in cui i punti diventano più pesanti.
Il Junior Cross Car offre inoltre una prospettiva italiana concreta. Il greco Vasileios Iliopoulos guida con 164 punti, lo spagnolo Hugo Fuertes Hernandez è secondo a 162, il tedesco Henri Haaf terzo a 148; Bernardo Bitti è quarto a 140. Il suo distacco dal vertice non è una bandiera da sventolare senza misura, ma una ragione precisa per seguire la categoria: la classifica è corta e la prova italiana viene prima di due appuntamenti di cui Bitti potrebbe conoscere meno il terreno rispetto ai rivali. Anche qui, fino alla pubblicazione dell'entry list, il condizionale resta obbligatorio. Ma il campionato fornisce già un buon motivo per non passare distrattamente oltre.
La pista, il paese e la memoria che serve
Il valore di Maggiora non nasce nel 2026. Il nostro archivio conserva fotografie, filmati, cronache e classifiche di molte stagioni, comprese le pagine dell'Europeo 2009 e della gara di ottobre 2004. Non sono oggetti da mettere in vetrina per nostalgia: aiutano a riconoscere il filo di un luogo che ha saputo restare internazionale senza smettere di appartenere a chi lo frequenta. Nel vecchio Autocross Italia le cronache migliori non cercavano di far sembrare ogni gara una leggenda. Stavano dentro alle curve, raccontavano quello che si era visto e poi lasciavano una domanda aperta al lettore. È un metodo che vale ancora.
Per questo la visita a Maggiora può essere doppia. C'è il presente, con Nikodém leader SuperBuggy, Feuillade davanti nella Buggy1600, Hanák e Luňák separati da un punto e Méat in fuga controllata nel Cross Car. E c'è la memoria, con le immagini delle vecchie giornate al Pragiarolo che danno profondità a una pista senza pretendere di fermarla nel passato. Chi arriva venerdì può vedere le vetture in paese; chi arriva per le manche può scegliere una curva e imparare a leggerla; chi torna a casa può aprire l'archivio e capire che quella polvere ha già molte storie, ma non ha finito di scriverne.
Le cose da guardare quando si accende il semaforo
La prima è semplice: non limitarsi alla finale. Le qualifiche mostrano chi ha trovato la pista e chi, invece, deve inseguire già dal mattino. La seconda riguarda le classifiche: in SuperBuggy Theuil, Wibbeler e Bartelen giocano anche una partita tra loro; in Buggy1600 ogni punto fra Feuillade, Novotný e Mandel è moneta pesante; in JuniorBuggy il duello tra Hanák e Luňák non consente margini; nei Cross Car il leader deve controllare rivali che hanno già dimostrato di saper vincere. La terza è più antica e forse più bella: ascoltare ciò che succede nel paddock senza trasformarlo in pettegolezzo, aspettare i documenti prima delle sentenze e dare alle classifiche il tempo di spiegarsi.
Maggiora non promette miracoli. Promette una gara europea in una fase decisiva, con storie verificabili e con una pista che merita di essere osservata per quello che mette in gioco. È abbastanza. Anzi, per chi ama davvero l'autocross, è moltissimo.