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Storia delle piste · nuovo dossier

Maggiora 1971: la pista disegnata con una Opel Kadett

Pubblicato il 1° ottobre 2026 · Ricostruzione di Autocross Italia · Documento: La Stampa, 20 agosto 1971

Renato Balzano disegna il circuito sulla carta, poi ne traccia il percorso sul terreno con la propria Opel Kadett. Seguono i picchetti e il lavoro dei soci, che dedicano alla pista ferie e ore libere. È l’estate del 1971: sul prato di ghiaia del Pragiarolo prende forma l’autocross di Maggiora. Francesco Allegra ne racconta la nascita su La Stampa; i ritagli segnalati da Io amo Maggiora ci riportano fra gli uomini e le scelte di quel cantiere.
Fotografia d’epoca in bianco e nero di una gara di autocross su terra, con un monoposto numero 3 in primo piano
Il numero 3 davanti, un’altra vettura al suo fianco: ruote scoperte, telai essenziali e terra smossa sotto le gomme. L’autocross d’epoca in una fotografia fornita alla redazione. Clicca per ingrandire.
Il documentoLa Stampa · 20 agosto 1971
Corrispondenza da Maggiora del 19 agosto
Il progettoOltre un chilometro
Larghezza iniziale 15 m, mai inferiore a 10 m
I protagonistiRenato Balzano
Sport Club Maggiora e i suoi soci

Maggiora, agosto 1971

Il paese ha già una stagione sportiva piena: ciclismo, motocross, pugilato, manifestazioni equestri. Arriva anche l’autocross. Il 19 agosto Francesco Allegra scrive da Maggiora di un impianto ormai vicino al completamento, con una gara sperimentale annunciata per settembre. La sua corrispondenza esce il giorno successivo su La Stampa.

Il giornale presenta il progetto come la prima iniziativa del genere in Italia. A promuoverlo è lo Sport Club Maggiora, che sta trasformando il prato di ghiaia del Pragiarolo in un campo per le automobili. La notizia si intreccia con la vita del paese e con una rivalità fra società sportive capace di alimentare altre iniziative.

Gli organizzatori hanno scelto il terreno, definito il percorso e messo mano ai lavori. Ora preparano il passaggio successivo: far arrivare le vetture e dare una forma agonistica a quel chilometro di pista. La storia comincia qualche tempo prima, lontano da Maggiora, fra gli spettatori di un’altra gara.

Titolo e prima parte della cronaca di Francesco Allegra su La Stampa del 20 agosto 1971, dedicata alla costruzione della pista di Maggiora
Una pista ancora da inaugurare diventa notizia: il 20 agosto 1971 La Stampa racconta il progetto di Maggiora nella cronaca di Francesco Allegra. Il ritaglio, segnalato da Io amo Maggiora, conserva il momento in cui il Pragiarolo comincia a prendere forma. Clicca per leggere il documento.

Un’idea riportata a casa da Saint-Vincent

Balzano e i suoi compagni vanno a Saint-Vincent per assistere a un rallycross. Durante quella visita qualcuno propone di costruire un campo a Maggiora. È il momento che il presidente ricorda quando Allegra gli chiede come sia nata l’idea dell’autocross: una gara vista da spettatori diventa un progetto da organizzatori.

A casa trovano un ambiente già abituato alle manifestazioni e al lavoro che le precede. Il circuito ciclistico di Ferragosto, il ciclocross e le altre attività hanno dato ai promotori esperienza e occasioni per misurarsi con nuovi impegni. L’idea arrivata da Saint-Vincent entra in questa consuetudine: scegliere un luogo, prepararlo, chiamare gli appassionati.

Il Pragiarolo allarga così la geografia sportiva di Maggiora. Allegra lo colloca vicino al campo del Mottaccio, oltre il bivio della salita del Balmone: riferimenti familiari ai lettori del paese, posti già legati allo sport. Il nuovo impianto si aggiunge a quella rete di luoghi e manifestazioni.

Il geometra e lo Sport Club

Renato Balzano ha 39 anni, è geometra e presiede lo Sport Club Maggiora. Il suo nome è già legato al circuito ciclistico del Balmone. Accanto a lui c’è Franco Zanetta, 37 anni, per molti anni alla guida dell’Unione Sportiva Maggiorese e poi passato all’altra società. Sono uomini che conoscono l’organizzazione degli eventi e stanno portando quella pratica verso l’autocross.

Anche il nome del club è cambiato. Il vecchio Veloclub è diventato Sport Club per accompagnare l’allargamento delle attività: alle biciclette si aggiungono il calcio e, nel 1971, una riunione internazionale di bocce. La nuova denominazione dà spazio a un’associazione che lavora su più fronti.

Nel paese opera anche l’Unione Sportiva Maggiorese, impegnata nel motocross, nelle manifestazioni equestri e nel premio di pittura. Fra le due società corre una rivalità che Allegra descrive come vivace, a tratti polemica. La concorrenza stimola altre iniziative e Maggiora ne raccoglie gli appuntamenti: ogni progetto trova posto in un calendario locale già fitto. Ora lo Sport Club si prepara ad aggiungere una pista per le automobili.

Il prato di ghiaia diventa un circuito

Il terreno scelto occupa un pianoro di quasi cinque ettari, alla confluenza dei due torrenti che la cronaca indica come Sizzone. Balzano spiega il toponimo Pragiarolo con l’espressione prato di ghiaia: è un terreno alluvionale, formato dai materiali portati dai corsi d’acqua.

Su quell’area viene tracciata una pista di oltre un chilometro. La larghezza iniziale è di quindici metri e lungo il percorso resta almeno di dieci. Il progetto del 1971 ha già le dimensioni per ospitare il confronto fra più vetture: alla scelta del luogo si accompagna un disegno sportivo preciso, con spazio e sviluppo da percorrere insieme.

Le linee sulla carta, il percorso con la Kadett

Balzano disegna il circuito sulla carta. Poi ne traccia lo sviluppo direttamente sul terreno con la propria Opel Kadett. Il progetto passa così dal foglio al campo attraverso un’automobile: la forma che ha immaginato trova il suo posto sul prato di ghiaia.

Seguono i picchetti, che delimitano il percorso, e l’inizio dei lavori. La Kadett ha accompagnato il geometra sul terreno; ora sono i soci a raccogliere il progetto e a costruire il campo.

Quel chilometro costruito nelle ferie

Il cantiere è nelle mani dei soci dello Sport Club. Sono loro a realizzare la pista, mettendo a disposizione i giorni di ferie e le ore libere. Prestano gratuitamente la propria opera e, mentre Allegra raccoglie la storia, stanno portando i lavori al termine.

Le ferie del 1971 diventano anche il tempo del Pragiarolo. Il gruppo che preparava gare ciclistiche affronta un nuovo impegno: realizzare il luogo dove correranno le automobili. Balzano presiede, progetta e traccia; i soci costruiscono. A settembre lo Sport Club conta di mettere alla prova quel lavoro con la prima gara sperimentale.

Continuazione del ritaglio con il ritratto del geometra Renato Balzano e la data del 20 agosto 1971
Il volto dietro il progetto: Renato Balzano nel ritaglio di La Stampa. Accanto al ritratto, la cronaca segue il percorso dalla carta al terreno, tracciato con la Kadett e costruito dai soci. Francesco Allegra, 20 agosto 1971; documento segnalato da Io amo Maggiora.

Sei macchine, sei giri, una finale da raggiungere

Intanto arrivano le prime adesioni di appassionati. Allegra cita Novara, Borgomanero, Gozzano, Gattinara, Pratosesia e Milano, insieme a località più lontane. Il campo in costruzione sta già raccogliendo interesse oltre Maggiora.

Balzano illustra la formula prevista: batterie fino a sei macchine, sei giri da percorrere e qualificazione dei migliori alla finale. La larghezza del tracciato e il programma agonistico si incontrano qui, nel progetto di una competizione fra vetture che corrono insieme e si contendono il passaggio alla gara conclusiva.

Balzano, Maggiora e i club del fuoristrada

Pochi mesi dopo, Maggiora ospita un’altra tappa dell’associazionismo motoristico. Secondo la storia ufficiale della Federazione Italiana Fuoristrada, al primo Minirally d’inverno del 6 gennaio 1972 prende forma, con un brindisi, l’intenzione di riunire i club italiani in un ente comune. La FIF viene costituita il 24 novembre 1973; fra i rappresentanti presenti alla fondazione figura Renato Balzano, per lo Sport Club Maggiora. La ricostruzione della FIF →

Il presidente dello Sport Club porta dunque l’esperienza di Maggiora anche in quel nuovo sodalizio. Alle spalle ha il progetto del Pragiarolo: oltre un chilometro disegnato sulla carta, tracciato con la Kadett e costruito nelle ferie. La storia della pista conserva insieme la firma del geometra e il tempo dei suoi soci.

Nell’archivio storico. Il racconto e i ritagli segnalati da Io amo Maggiora restano consultabili in Autocross d’epoca.