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CEZ · Gara disputata

Poříčí 2026: Nikodém, Hartman e una Homolka che pesa sulla CEZ

31 luglio–2 agosto 2026 · Homolka, Poříčí nad Sázavou

Quasi duecento iscrizioni annunciate, undici categorie e finali che hanno unito il confronto CEZ alla profondità dell’autocross ceco. Sulla Homolka, Petr Nikodém ha regolato la SuperBuggy e Filip Hartman la Buggy1600; dietro i vincitori, distacchi e classifiche spiegano perché il weekend abbia inciso ben oltre il singolo ordine d’arrivo.
Vetture da autocross sulla pista Homolka per l’evento di Poříčí 2026
Immagine: AMK Poříčí nad Sázavou, anteprima ufficiale dell’evento pubblicata il 28 luglio 2026. Il sito non indica nella pagina consultata il nome del fotografo.
Evento7° appuntamento CEZ
Iscrizioni annunciate195, dato pre-gara
Prossima CEZDargov, 18–20 settembre

La Homolka piena prima ancora del semaforo

Il primo numero da maneggiare con attenzione è 195. L’organizzatore lo pubblicò il 28 luglio come totale delle iscrizioni ricevute, spiegando che il limite era stato raggiunto. Non è il numero dei partenti verificati e non va presentato come tale: fra elenco preliminare, verifiche, rinunce e ammissioni può esistere una differenza. È però un dato sufficiente per descrivere la scala dell’appuntamento. La distribuzione annunciata comprendeva 26 SuperBuggy, 28 Buggy1600, 12 JuniorBuggy, 29 KartCross, 23 Cross Car, dieci Touring Autocross, sedici Touring Autocross 1600, quattordici D2 e tre gruppi Racer Buggy per complessivi 37 mezzi.

Quella densità impone un programma senza molti vuoti: prove e manche distribuite dal sabato mattina, seconde e terze batterie la domenica, poi le finali. È il tipo di weekend in cui il pubblico vede categorie molto diverse attraversare la stessa superficie e in cui l’organizzazione deve rimettere ordine nella pista mentre cambiano pesi, passi e potenze. I risultati ufficiali pubblicati da Autokrosař permettono oggi di ricostruire le finali; il portale CEZ permette invece di isolare il valore zonale e le classifiche aggiornate al 3 agosto. Nel testo teniamo separati i due piani.

SuperBuggy: sette giri, 3,310 secondi tra Nikodém e Novotný

Petr Nikodém ha completato i sette giri della finale SuperBuggy in 4’26”743. Jakub Novotný ha chiuso secondo in 4’30”053, con un distacco calcolato di 3”310; Jakub Kubíček è arrivato terzo in 4’32”139, a 5”396 dal vincitore. Martin Vaculík ha terminato quarto a 8”599, Filip Volf quinto a 17”449, quindi Michal Neumann e Robert Kociper. Radek Jordák è stato classificato con cinque giri, Luděk Dubravský con due; Vojtěch Vaculík compare senza giri completati nella finale. Sono dati del documento di risultato, non una ricostruzione narrativa.

La lettura tecnica parte dalla distanza, ma non deve andare oltre le prove disponibili. Nikodém non ha vinto per una manciata di centesimi: ha costruito più di tre secondi sul primo inseguitore in meno di quattro minuti e mezzo, mentre i primi quattro sono rimasti entro nove secondi. Senza cronologia giro per giro non possiamo stabilire quando si sia formato il margine né attribuirlo a partenza, passo o errore altrui. Possiamo dire che il tempo finale mostra una prestazione pulita e che Novotný e Kubíček hanno mantenuto la gara abbastanza compatta da non concedere una vittoria senza pressione.

Il paradosso CEZ della SuperBuggy

Aprendo la classifica CEZ dopo Poříčí, Robert Kociper resta primo con 129 punti. Nikodém è secondo a 98, Dušan Jankovich terzo a 78; Jan Vontszemü e Kubíček seguono entrambi a 69. Qui si vede perché l’ordine generale della finale e la graduatoria CEZ non sono la stessa cosa. Il settimo posto assoluto di Kociper può comunque portare punti utili nel perimetro zonale e si somma alla sua stagione precedente; il successo assoluto di Nikodém riduce il divario, ma non cancella quanto raccolto dal leader negli appuntamenti già disputati.

Autocross Italia legge così la situazione: Kociper arriva a Dargov con 31 punti di vantaggio su Nikodém, mentre Jankovich è più lontano. Non è una previsione sulla tappa slovacca e non implica la presenza di tutti i protagonisti: gli elenchi vanno verificati quando diventano definitivi. È la pressione matematica prodotta dai dati del 3 agosto. Chi insegue ha bisogno di guadagnare posizioni CEZ, non soltanto di apparire in alto in una finale che include anche concorrenti estranei al punteggio della zona.

Buggy1600: Hartman detta il ritmo, Kindl e Boška inseguono

Filip Hartman ha vinto la finale Buggy1600 in 4’43”796. Václav Kindl è secondo in 4’51”944, a 8”148; Martin Boška terzo in 4’52”847, a 9”051. Marco Gerhartl ha chiuso quarto, seguito da Jiří Rezek, Martin Fodor, Adam Raušer ed Eliška Pytlounová. Peter Schaffer è classificato con tre giri e Gabriele Zoppetti con due. Il documento registra inoltre per Hartman una penalizzazione di cinque punti legata a una partenza anticipata; il provvedimento non modifica il primo posto della finale riportato nella classifica.

Questo dettaglio merita precisione. Una penalità in punti non equivale automaticamente a una penalità di tempo e non autorizza a riscrivere l’ordine d’arrivo. Hartman resta il vincitore del documento consultato; la sanzione va citata perché incide sul bottino. Il margine di oltre otto secondi sul secondo è il più ampio fra le due finali buggy principali qui esaminate. Senza immagini complete o passaggi cronometrati non sappiamo se sia nato da un allungo progressivo, dal traffico o da episodi specifici. Il risultato dice che la velocità complessiva c’era; la penalità dice che l’esecuzione del weekend non è stata priva di costo.

Gerhartl e Fodor: cinque punti che valgono un viaggio a Dargov

Nella generale CEZ Buggy1600, Marco Gerhartl conduce con 149 punti e Martin Fodor segue con 144. Pál Zsolt Varga è terzo a 95, Hartman quarto a 88, Kindl quinto a 87. La finale di Poříčí ha quindi visto Hartman e Kindl davanti ai due leader CEZ, ma Gerhartl e Fodor, quarto e sesto assoluti, hanno mantenuto una lotta stagionale separata da cinque punti. È una delle differenze più utili da cogliere in una manifestazione con validità multiple.

Il dato suggerisce, come analisi, che la regolarità conterà almeno quanto il picco. Hartman ha dimostrato la capacità di vincere la finale; Gerhartl e Fodor hanno accumulato più punti CEZ lungo il percorso. Con Dargov e Dömsöd ancora sul calendario zonale, cinque lunghezze non offrono spazio per una domenica compromessa. Varga mantiene il terzo posto ma è distante 54 punti dal leader. Nessuna di queste cifre certifica chi parteciperà alle tappe successive: descrive soltanto la classifica nel momento esatto successivo alla Homolka.

JuniorBuggy: Jiřička vince una finale più stretta di quanto dica il podio

Ladislav Jiřička ha vinto la JuniorBuggy in 4’38”495. Eliška Plná ha concluso seconda in 4’47”567, 9”072 più tardi; Ondřej Pospíšil è terzo a 12”037. Martin Kolomý, Ladislav Hanák e Vojtěch Luňák occupano le tre posizioni seguenti, con Hanák e Luňák separati da meno di due secondi al termine. Annemari Ferusová e Alex Macoška completano le prime otto posizioni del documento.

Il vincitore ha costruito un margine chiaro. Dietro, però, la sequenza dal terzo al sesto concentra quattro protagonisti in poco più di tre secondi: Pospíšil a 4’50”532, Kolomý a 4’51”483, Hanák a 4’51”720 e Luňák a 4’53”626. Questa è una delle poche deduzioni che i tempi consentono senza forzature: il gruppo alle spalle di Plná è arrivato raccolto. Non possiamo tradurre la prossimità cronometrica in sorpassi che non abbiamo documentato, ma possiamo riconoscere quanto una piccola perdita di velocità o una traiettoria difensiva potessero cambiare più posizioni.

Macoška guida la JuniorBuggy CEZ, ma la finale racconta altro

Alex Macoška è primo nella generale CEZ con 161 punti. Plná segue a 92, Pospíšil a 82, Luňák a 78. Il margine di 69 punti sul secondo è ampio, eppure a Poříčí Macoška ha chiuso ottavo nella finale complessiva, mentre Plná e Pospíšil sono saliti sul podio. Ancora una volta, il singolo pomeriggio e la stagione non coincidono. Il leader può attraversare una prova meno brillante mantenendo il comando grazie a ciò che ha costruito; gli inseguitori possono trasformare una buona gara in riduzione del distacco.

Definire “decisa” la classe sarebbe però scorretto senza applicare tutte le regole e senza attendere gli eventi restanti. I dati ufficiali CEZ mostrano il vantaggio, non un titolo assegnato. La Homolka aggiunge un elemento: Plná e Pospíšil hanno preceduto il leader nella finale e hanno quindi mostrato competitività recente. A Dargov occorrerà verificare prima gli ammessi, poi il risultato zonale effettivo; soltanto allora sarà possibile misurare se Poříčí sia stato un episodio o l’inizio di una tendenza.

Touring Autocross: vincitori diversi, confronti da non mescolare

Nella finale Touring Autocross il documento dei risultati colloca Štěpán Pavelka al primo posto, Jiří Bret al secondo e Natale Casalboni al terzo; seguono Giancarlo Amatori, Pavel Vávra, Eddi Schulze, Marcel Dlesk, Lukáš Červený, Branislav Adamík e Rostislav Hilse. In Touring Autocross 1600 il vincitore è Karel Fölkl davanti a Milan Purma e Žiga Kraševc, con Miroslav Vallo quarto. Nella D2, infine, Tomáš Hasler precede Aleš Kubík e Ladislav Brumlich.

Questi nomi vanno collegati con prudenza alla CEZ. La graduatoria Touring Autocross della zona è guidata da Ján Šebo con 148 punti, davanti ad Adamík con 131 e Bret con 90. La Touring Autocross 1600 vede Kraševc a 113, Vallo a 106 e Fölkl a 77. La vittoria di Fölkl riduce il senso di distanza rispetto ai primi, ma non lo porta automaticamente davanti nella generale. Nel Touring Autocross, Bret raccoglie un risultato assoluto di vertice mentre Šebo, leader CEZ, non è fra i primi dieci elencati della finale qui riportata. Non deduciamo il motivo della sua assenza da quell’ordine: un foglio finale da solo non basta.

Cross Car: la classifica CEZ dopo la grande presenza annunciata

L’organizzatore aveva annunciato 23 Cross Car e 29 KartCross, numeri pre-gara che promettevano molte batterie. Per la prospettiva CEZ, la classifica aggiornata è guidata da Máté Csuti con 142 punti; Tomi Bárati ne ha 122, Kristóf Csuti 102, Jan Kuneš 87 e Petr Doležal 83. Venti punti separano i primi due. In questo approfondimento non pubblichiamo un ordine d’arrivo Cross Car ricostruito da fonti incomplete: quando un dato non è sostenuto dal documento specifico consultato, resta fuori.

Il valore editoriale della scelta è concreto. In un evento con classi nominate in modo simile e con serie sovrapposte, incrociare liste, post sociali e pagine non contemporanee può produrre vincitori sbagliati. Il punto verificato è la generale CEZ al 3 agosto e la sua traiettoria verso Dargov: Máté Csuti guida con venti punti di margine, mentre il gruppo fino a Doležal resta compreso in 59 punti. Il punto analitico è che un campo numeroso aumenta il valore della posizione di qualifica e la probabilità di traffico; non attribuiamo però episodi non certificati alla gara di Poříčí.

Una domenica che premia chi porta il mezzo fino alla finale

La lettura complessiva dei fogli mostra vincitori rapidi, ma anche classificati con un numero ridotto di giri e concorrenti fermi prima di completare la distanza. È la struttura stessa dell’autocross a impedire di valutare un weekend soltanto sul miglior passaggio. Prima bisogna attraversare prove e manche, poi ottenere una posizione utile, infine sopravvivere alla densità della finale. La robustezza non sostituisce la velocità; permette alla velocità di comparire nel documento che conta.

Sulla Homolka, con un programma annunciato per undici categorie, il lavoro tra una sessione e l’altra ha avuto inevitabilmente poco tempo. Questa è un’osservazione organizzativa ricavata dagli orari pubblici, non la descrizione di interventi specifici nei paddock. Non sappiamo quali componenti siano stati cambiati sui singoli mezzi. Possiamo però leggere nei risultati la differenza tra chi ha completato sette giri e chi si è fermato: in una finale, la prestazione tecnica è sempre composta da passo, posizione e affidabilità.

Verso Dargov: sei classifiche con pressioni differenti

Dopo Poříčí, le principali distanze CEZ sono diverse: Kociper ha 31 punti su Nikodém in SuperBuggy; Gerhartl cinque su Fodor in Buggy1600; Macoška 69 su Plná in JuniorBuggy; Máté Csuti venti su Bárati nei Cross Car; Šebo diciassette su Adamík nel Touring Autocross; Kraševc sette su Vallo nel Touring Autocross 1600. Presentarle insieme non serve a creare una graduatoria della tensione, ma a evitare un racconto uniforme.

Un margine di cinque o sette punti cambia il valore di ogni piazzamento; uno di 69 consente più assorbimento, pur senza autorizzare distrazioni. Dargov è previsto dal 18 al 20 settembre e Dömsöd dal 2 al 4 ottobre. La tappa slovacca arriva dopo una pausa abbastanza lunga da permettere lavoro sui mezzi, ma anche da rendere meno affidabili le supposizioni sulla forma. Fino alla pubblicazione degli ammessi e dei primi tempi, le uniche basi solide restano la classifica CEZ e i documenti ufficiali.

Dati e analisi. Tempi, ordini d’arrivo e punti citati provengono dai risultati pubblicati da Autokrosař e dalle classifiche CEZ aggiornate al 3 agosto. I distacchi sono semplici differenze tra i tempi ufficiali. Le osservazioni su pressione, regolarità e affidabilità sono analisi di Autocross Italia; non sostituiscono decisioni sportive, verifiche o classifiche definitive.